Il pozzo e il pendolo (1961)
In questo film, più che in altri film del ciclo, grazie all’ottima sceneggiatura, si nota come la forza delle pellicole di Corman risieda nel trarre solamente spunto dai racconti di Poe, senza badare troppo alla fedeltà. In effetti, pensandoci bene, le opere dello scrittore narrate in ogni minimo particolare all’interno di un film non rendono efficacemente come sulla carta (vedi, a proposito di questo racconto, un altro “Il pozzo e il pendolo”, del 1991, diretto da Stuart Gordon: prodotto scarsissimo e di nessun valore).
Qui invece, il regista tralascia i contesti inquisitori del racconto (originariamente incentrato per intero sulla figura di un torturato), per preferire una trama più complessa, che conta un maggior numero di personaggi, coinvolti in vicende che li uniscono a livello più interiore e personale.
Il protagonista è Nicholas Medina (Vincent Price), sposato con Elizabeth (Barbara Steele, icona per gli appassionati di horror degli anni ’60 e ’70). Quando Francis Barnard (John Kerr), fratello di lei, viene a sapere che Elizabeth è morta, si precipita al castello di Medina, dove inizialmente gli viene nascosta la verità. Poi, piano piano, inizia a capire: Nicholas, figlio di un inquisitore che ha terribilmente ucciso moglie e fratello accusandoli di tradimento, rischia la sua sanità mentale perché crede di aver seppellito viva Elizabeth. La verità però non è ancora tutta qui. Misteri e intrighi si svelano gradualmente fino al riuscitissimo orrorifico finale.
Ed è proprio nelle ultime scene che Edgar Allan Poe viene richiamato maggiormente (nonostante i temi trattati rimangano diversi; Poe enfatizzava la paura, Corman la pazzia), quando appunto ogni ambiguità viene svelata, i personaggi assumono i loro veri ruoli e la storia può avere termine. La trama, fino ad ora impostata come misterioso thriller dai tratti psicologici, viene fatta evolvere in un richiamo all’horror più classico, attraverso il quale Corman racconta in modo impressionante la follia di Nicholas/Vincent Price.
Il regista carica caparbiamente le sequenze di orrore e suspense e lo spettatore rimane coinvolto profondamente, grazie anche alle ottime scenografie di Daniel Haller e alla grandissima interpretazione di Vincent Price; l’attore inscena una rappresentazione quasi teatrale del personaggio, sempre volutamente ed eccessivamente sopra le righe, ma che alla fine funziona in modo straordinario, donandoci una delle sue migliori performance di sempre.
“Il pozzo e il pendolo” è probabilmente il miglior film fra gli otto di Corman ispirati ad Edgar Allan Poe e la più riuscita messa in scena a partire da un racconto dello scrittore.
- Titolo originale: Pit and the pendulum
- Usa, 1961 – 80′
- Regia: Roger Corman
- Sceneggiatura: Richard Matheson
- Cast: Vincent Price, John Kerr, Barbara Steele
Recensione inserita per concessione del sito Pellicola Scaduta.


Segui gli aggiornamenti del sito
Edgar Allan Poe. Abbonati ai