Il Verme Conquistatore
Ecco! Egli è una notte di gala
nei solitarii ultimi anni
una moltitudine di angioli alati, ornati
di veli ed inondati di lacrime
siede in un teatro, per vedere
un dramma di speranze e di timori,
mentre l’orchestra sospira
agitatamente la musica delle sfere.
Mimi nella forma di Dio in alto
mormorano e borbottano piano
e qua e là volano
mere marionette essi che vengono e vanno
al comando di grandi informi creature
che portano lo scenario avanti e indietro,
scuotendo dalle loro ali di Condore
invisibile sventura!
Questo svariato dramma,
oh! siate sicuri, non sarà dimenticato! –
col suo fantasma perseguitato per sempre
da una folla che non se ne impadronisce
intorno ad un circolo che sempre ritorna
al medesimo punto,
e molto di Follia e più di Peccato
ed Orrore è lo spirito della commedia.
Ma guarda! tra la folla dei mimi
una strisciante figura s’insinua!
Una figura rossa sanguigna che si contorce
sulla solitudine della scena!
Essa si contorce! — essa si contorce! —
in mortali angosce.
I mimi diventano suo pasto
e gli angioli singhiozzano al contatto del verme
imbevuto di sangue umano.
Spenti — spenti sono i lumi — spenti tutti!
E su ciascuna figura tremante
la tela, un manto funerale,
vien giù con lo scroscio di un uragano
e gli angioli pallidi e lividi tutti
levandosi, togliendosi i veli, affermano
che la produzione è la tragedia ” Uomo ”
ed il suo eroe il Verme Conquistatore.
(Edgar Allan Poe, 1838)
Tratto da “Il libro dei Poemi“(1902) – Roux e Viarengo
Traduzione di Ulisse Ortensi
3 commenti a “Il Verme Conquistatore”
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Bella questa traduzione, ci riporta indietro nel tempo…
Bella la poesie! Recitata dalla bellissima Lady Ligeia nell’ora della sua morte!
Lo! ’tis a gala night..